PROGETTO INTERCULTURA

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IL POF DELL'ISTITUTO E
L'EDUCAZIONE INTERCULTURALE 

Già nella prima parte L'identità (1.1) una caratteristica dell'offerta formativa dell'Istituto viene definita come "Dimensione europea della formazione, caratterizzata dall'insegnamento delle lingue straniere e da un impianto formativo interculturale".

Nella seconda parte Articolazione del curricolo (2.1) si fa riferimento all'area di integrazione (curricolo dell'Istituto), parlando di attività non specificamente disciplinari "mirate ad adattare il percorso formativo alle necessità e alle richieste dell'utenza e del contesto socio-economico, nonché esperienza di particolare valenza culturale o educativa". Queste iniziative sono "parte integrante e obbligatoria del curricolo". Il curricolo del biennio (2.2) infatti prevede come attività per l'area di integrazione nelle classi seconde l'Educazione alla Mondialità, attività che "coinvolge gruppi di studenti e intere classi allo scopo di suscitare interesse per altre culture, educare al rispetto e alla tolleranza nonché alla valorizzazione delle diversità".

Il curricolo del triennio (2.3) invece non prevede nessuna attività interculturale nell'area di integrazione.

La sezione Le attività integrative al curricolo (2.6) fa riferimento alle visite di istruzione per le classi quinte, specificando che "l'intento è quello di migliorare la conoscenza del territorio europeo ai fini della maturazione di una coscienza sovranazionale, unitamente alla verifica dell'uso delle lingue straniere".

In questa sezione si accenna inoltre agli scambi culturali, allo studio all'estero (Intercultura) e alla partecipazione a convegni internazionali. Dal POF sembra che queste tre attività siano destinate a tutte le classi del triennio.

In fine la sezione Il Cic (4.3) dichiara che "Il Cic sviluppa ogni anno specifici percorsi di educazione........alla mondialità."

ALCUNE OSSERVAZIONI SUL POF RIGUARDO ALL'EDUCAZIONE INTERCULTURALE.

  1. L'impianto formativo interculturale (1.1) non viene meglio specificato e anche se si parla di una dimensione europea della formazione, non è chiaro in quali termini questa dimensione venga sviluppata, oltre all'insegnamento delle lingue straniere.
  2. L'Educazione alla Mondialità, attività per l'area di integrazione (2.2) nelle classi seconde, non trova né continuazione né sviluppo nel trienno.
  3. Gli scambi, lo studio all'estero e la partecipazione ai convegni internazionali avvengono per la maggior parte nelle classi quarte e quinte, lasciando le classi terze senza attività significative di questo tipo.
  4. Delle attività integrative al curricolo (2.6) solo gli scambi culturali sono stabiliti come attività di classe. Lo studio all'estero e la partecipazione ai seminari europei sono limitati ad individui o a gruppi molto ristretti.

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Webediting: Laura Cisana (5B)