PROGETTO DI EDUCAZIONE INTERCULTURALE

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L'EDUCAZIONE INTERCULTURALE IN ITALIA:
IL PERCORSO

Il dibattito culturale e le azioni della scuola rispetto all'educazione interculturale sono evidenti da almeno un decennio. A partire dalla fine degli anni '80 il Ministero della Pubblica Istruzione, sollecitato dall'aumento dei flussi migratori e dal primo consistente ingresso nella scuola di bambini provenienti da culture ed etnie diverse, iniziò ad affrontare la questione in maniera sistematica.

La C.M. n.301 del 1989

Fu mirato "all'inserimento degli stranieri nella scuola dell'obbligo"; voleva promuovere e coordinare le iniziative per l'esercizio del diritto allo studio. Da questa legge emersero alcune linee e suggerimenti di carattere metodologico da attuare in presenza di alunni stranieri.

La C.M. n.205 del1990

Aveva come oggetto "la scuola dell'obbligo e gli alunni stranieri. L'educazione interculturale". Fu introdotto per la prima volta il concetto di educazione interculturale come risposta alle istanza di una società multiculturale. Il compito educativo in questo tipo di società assume il carattere specifico di mediazione fra le diverse culture di cui sono portatori gli alunni.

L'educazione interculturale avvalora il significato di democrazia, visto che la "diversità culturale" va considerata come risposta positiva per la crescita della società e delle persone. L'obiettivo principale dell'educazione interculturale diventa la promozione della capacità di "convivenza costruttiva", valorizza le diverse culture, e anche in assenza di alunni stranieri, deve prevenire il formarsi di stereotipi e pregiudizi nei confronti di persone e culture, e aiutare a superare ogni forma di visione etnocentrica. La scuola ha il compito di formare i futuri cittadini dell'Europa e del mondo.

La C.M. 28 n.122 del 1992

La scuola è chiamata in causa sia come crocevia di problemi della società, sia come fattore strategico capace di affrontarli e concorre a risolverli in termini di consapevolezza critica e di formazione della coscienza. Si chiede alla scuola di combattere quegli stereotipi che esasperano i conflitti ed allontanano le speranze di pace.

La C.M. n.138 del 1993

Riguarda "L'educazione interculturale come prevenzione del razzismo e dell'antisemitismo"

La C.M. n.73 del 1994

Si tratta del "Dialogo interculturale e convivenza democratica. L'impegno progettuale della scuola". Con questo documento l'educazione interculturale usciva definitivamente dall'ambito dell'inserimento degli alunni stranieri nella scuola. Si forniscono cenni alla valenza interculturale di tutte le discipline e si prefigurano attività interdisciplinari.

Si delinea così un quadro dove si ragiona in termini di società multiculturale, dove si ragiona dell'Europa e del mondo.

1995 Annuali della Pubblica Istruzione

L'educazione interculturale si caratterizza come una nuova dimensione dell'insegnamento che accompagna l'intero percorso formativo ed orientativo attraverso tutte le discipline.

 

Decreto legislativo n.286 del 1998

Ha come tema "l'immigrazione e condizione dello straniero" e parla esplicitamente di educazione interculturale.

Decreto legislativo n.112 del 1998

L'autonomia delle istituzioni scolastiche è garanzia di libertà di insegnamento e di pluralismo culturale. Il decreto comprende e riconosce le diverse opzioni metodologiche, anche di gruppi minoritari, e valorizza le corrispondenti professionalità.

DPR n.275 del 1999

Regolamento in materia di autonomia delle istituzioni scolastiche; le scuole devono delineare le linee essenziali del Piano dell'Offerta Formativa che rappresenta "il documento fondamentale costitutivo dell'identità culturale e progettuale delle istituzioni scolastiche".

Commissione Nazionale del Ministero della Pubblica istruzione per l'educazione interculturale

Sono stati svolti quattro seminari di studio e produzione dedicati a specifiche problematiche dell'educazione interculturale. I quattro seminari hanno confermato la centralità dell'educazione interculturale come "normalità" dell'educazione.

I nodi dell'educazione interculturale

L'educazione interculturale si prospetta come la risposta più avanzata rispetto alle modificazioni sociali nazionali, europee e mondiali.

Il punto di avvio dell'educazione è il riconoscimento e la valorizzazione delle differenze entro un percorso di formazione alla cittadinanza planetaria vista come nuova dimensione della convivenza democratica. Il Piano dell'Offerta Formativa non può non avere fra le sue finalità quella di accompagnare e sostenere la formazione di persone che vivono e vivranno in una società multiculturale.

Alcuni nodi da dove partire:

  1. Identità, differenza e nuova cittadinanza
  2. Dimensione mondiale dell'educazione
  3. Dimensione europea dell'educazione
  4. Razzismo, antisemitismo, pregiudizio e intolleranza
  5. Minoranze interne
  6. Varietà culturale e spazi urbani
  7. Immigrazione e emigrazione
  8. Italiano come lingua 2
  9. Multimedialità e linguaggi
  10. Abitare l'emergenza
  11. Il dialogo interreligioso
  12. Adulti e famiglie
  13. Saperi, ambiti disciplinari e campi di esperienza

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Webediting: Laura Cisana (5B)