ESILIO

Dopo la caduta del fascismo, nel luglio del 1943, riprese i contatti con gli uomini del liberalismo Italiano, ma dopo gli eventi dell'8 settembre, fu costretto a nascondersi, prima al Patronato di Santa Brigida di Don Bepo Vavassori e poi nella casa del cappellano della clausura Don Ruggeri. Il 2 novembre 1943 infine Belotti fuggì di nascosto in Svizzera dopo una marcia notturna lunga e faticosa. Le sue condizioni di salute nel corso dell'esilio peggiorarono e morì il 24 luglio 1944 a Sonvico, vicino a Lugano. Pochi mesi prima, i bombardamenti alleati avevano distrutto la sua casa di Milano, con la ricca biblioteca e il suo studio professionale. Dopo la guerra, le sue spoglie furono traslate da Lugano a Zogno, il 22 settembre 1945, dove ebbero luogo solenni funerali.







